Il cuore delle donne

di Margherita Dalle Vacche

Lo scorso 14 gennaio 2012 si è tenuto a Livorno, presso la sede della Circoscrizione 4, un incontro informativo intitolato “Il cuore delle donne”, organizzato dalla Sezione Livornese della FIDAPA, Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari, in collaborazione con l’Associazione Amici del Cuore.
Ha aperto la discussione la Presidente FIDAPA, Margherita Mazzelli, che ha ringraziato i presenti e i relatori, e ha sottolineato che è sua intenzione di dare molto spazio durante questo suo biennio di presidenza ad iniziative dedicate alla divulgazione nel campo della salute.
Dopo i saluti della dott.ssa Oriana Rossi, in qualità, oltre che di socia FIDAPA, di Consigliera della Circoscrizione 4, la dott.ssa Margherita Dalle Vacche, Cardiologa livornese e socia FIDAPA, ha introdotto l’argomento sottolineando l’importanza della divulgazione in campo medico e, nel caso specifico, raccontando brevemente perché è così importante parlare di malattie cardiache alle donne. Ha infatti spiegato come la medicina fino a non molto tempo fosse molto poco attenta al sesso femminile, in tutti gli ambiti. Per fare un esempio che coinvolge poi a cascata tutte le specialità mediche, i farmaci venivano testati soprattutto sugli uomini e l’analisi dei dati raramente valutava le differenze di effetti fra i due generi.
Parlando in particolare poi di infarto cardiaco, tutto quello che è stato detto e divulgato fino a non molto tempo fa portava sempre a pensare che colpisse solo gli uomini, in particolare quelli più aggressivi e competitivi. Si è insegnato e detto quali sono i sintomi da tenere presenti, cosa fare nel caso di dolore al petto e al braccio sinistro, come prevenire i problemi… ma lo si diceva agli uomini.
Alle donne vanno dette le stesse cose, ma anche molte di più, perché le donne soffrono di cuore quanto e più degli uomini, con alcune aggravanti: quando hanno dolore tendono a non andare dal medico, almeno non finché non hanno sistemato la famiglia e le mille incombenze cui si dedicano, il loro dolore può essere molto diverso e non sempre così chiaro e riconoscibile, gli stessi medici purtroppo spesso tendono a sottovalutarle (anche a causa della sintomatologia non chiara) e ad attribuire i disturbi a stati di ansia.
È invece molto importante sottolineare alle donne che la loro prima causa di morte è proprio cardiovascolare, e che, in caso di infarto cardiaco, la donna ha più possibilità di morire rispetto all’uomo.
Oggi le cose stanno cambiando, forse anche perché la presenza di molte donne fra i medici e i ricercatori ha sollecitato una maggiore attenzione ad evitare gli errori del passato e l’adozione in molti casi di un diverso punto di vista.
La dott. ssa Dalle Vacche ha quindi dato la parola al dott. Glauco Magini, Cardiologo livornese che, proveniente dal CNR di Pisa, dopo alcune esperienze lavorative a Firenze, negli USA e a Londra, è stato Direttore dell’UTIC dell’Ospedale di Livorno fino al pensionamento, e attualmente opera con l’Associazione Amici del Cuore per diffondere la cultura della prevenzione delle malattie cardiovascolari e condurre la lotta all’arresto cardiaco.
Il dott. Magini ha quindi proposto ai presenti una relazione molto chiara e completa, corredata anche di immagini molto suggestive, soffermandosi in particolare sulla cardiopatia ischemica. Dopo aver spiegato come ha origine tale patologia, che nei casi più gravi porta all’infarto cardiaco, ha riportato i dati relativi alla forte incidenza di patologie cardiovascolari nel sesso femminile, sottolineando come, se nell’età fertile la donna è parzialmente protetta dagli ormoni, dopo la menopausa il rischio di ammalarsi di cuore cresce molto velocemente, fino a raggiungere e superare nel giro di pochissimo il sesso maschile.
Successivamente il dott. Magini ha analizzato e spiegato ai presenti quali sono i fattori di rischio più importanti per la patologia cardiovascolare, sottolineando come, se alcuni sono chiaramente non modificabili (sesso, età, familiarità), su tutti gli altri si può agire adottando un corretto stile di vita, riducendo di molto la possibilità di ammalarsi: fumo, obesità, sedentarietà, ipercolesterolemia, diabete, elevata pressione arteriosa. Si è quindi soffermato su ognuno di essi, spiegandone l’importanza e spiegando anche come la presenza di più di essi abbia un effetto negativo esponenziale.
Ha anche accennato alla terapia ormonale sostitutiva in menopausa che, dopo anni in cui veniva considerata ideale per proteggere le donne, ha avuto un momento di grossa crisi qualche anno fa in seguito ai risultati di uno studio americano che ne dimostrò inizialmente la pericolosità, ma successivamente è stato completamente rivisto e superato, fino ad arrivare alla situazione attuale per cui la terapia ormonale sostitutiva va valutata nel singolo caso, considerando i pro e i contro in una sorta di personalizzazione clinica.
Le donne devono essere quindi consapevoli del rischio di contrarre la malattia ischemica cardiaca, conoscerne i fattori di rischio e come combatterli, tenerla presente in caso di disturbi, sia tipici che non, e recarsi dal medico in caso di dubbio.
In conclusione dell’incontro è intervenuta di nuovo anche la dott. Rossi, che, in qualità di medico del lavoro, ha voluto sottolineare anche l’importanza del cambiamento del ruolo della donna anche in ambito lavorativo, che l’hanno portata anche da questo punto di vista ad avvicinarsi agli uomini, con aumento dello stress quotidiano e anche esposizione a nuovi rischi professionali.