Scrivere di nutrizione infantile è per me,
che ho scelto di lavorare coi bambini,
sempre una grande gioia. Ma scrivere di
allattamento è senza dubbio un’emozione che
si rinnova, nel ricordo della mia esperienza
di madre e nella gratificazione
professionale quotidiana.
L’allattamento, sia
esso naturale o artificiale, rappresenta un
momento decisamente magico che connota in
modo irreversibile e profondo il rapporto
tra il bambino e la sua nutrice.
Tutti sanno che il
latte materno è l’alimento ideale per il
bambino durante i primissimi anni di vita e
che, dal sesto-settimo mese in poi, esso
accompagna lo svezzamento, continuando ad
apportare fattori protettivi, oltre che
relazionali e psicologici.
La situazione italiana
relativamente all’allattamento naturale
mette in luce che, nonostante i bambini
allattati dalla mamma nei primi mesi siano
in notevole aumento, il loro numero è ancora
inferiore agli standard ottimali. Dato,
questo, che deve farci riflettere sulla
“cultura” dell’allattamento naturale e sulle
strategie che enti e strutture preposti
devono mettere sul campo per guidare le
madri ed aiutarle a scegliere, in serenità e
consapevolezza, il tipo di allattamento da
proporre al proprio bambino.
Il latte materno
contiene un’ampia gamma di nutrienti e
componenti, variabili sia intra- che
inter-individualmente e tra popolazioni che
lo rendono assolutamente unico. Ogni madre
produce, peraltro, il latte adeguato al suo
bambino e la percentuale di madri che non
possono allattare (per gravi malattie o per
insufficienza di latte) è davvero molto
bassa. I vantaggi dell’allattamento, com’è
noto da tempo, sono molti: dalla protezione
anticorpale alla quantità e qualità di
nutrienti adeguata al neonato. Vi è poi una
caratteristica fondamentale che oggi,
nell’era della
Globesity, si rivela quanto mai
preziosa: l’effetto protettivo nei confronti
del sovrappeso e dell’obesità. Molti studi
evidenziano, infatti, l’associazione fra
l’allattamento naturale prolungato e la
crescita adeguata ed equilibrata del
bambino. Questo effetto così importante
sembra essere legato alla quantità di
proteine che nel latte materno è decisamente
inferiore (circa 3,5 volte più bassa)
rispetto al latte vaccino. Un apporto
eccessivo di proteine nei primi mesi di vita
(latti formulati eccessivamente proteici e/o
svezzamento precoce), infatti, provocherebbe
un aumento di fattori di crescita ad azione
insulino-simile che spingerebbero verso
un’eccessiva crescita ed aumento ponderale.
Il latte materno, inoltre, contiene sostanze
ad azione ormonale, quali la leptina e la
grelina, che consentono al neonato di
autoregolare il rapporto tra fame e sazietà.
Ma nel caso in cui
l’allattamento al seno non sia possibile o
non venga, in modo del tutto legittimo,
scelto dalla mamma, è necessario utilizzare
formule per l’infanzia e posticipare
comunque l’introduzione di latte vaccino
all’anno di età.
I latti formulati sono
costituiti da una base di partenza
rappresentata dal latte vaccino, che viene
profondamente modificato. Le modificazioni
riguardano soprattutto la quantità delle
proteine, dei sali minerali, degli acidi
grassi e degli zuccheri. In questo modo, i
latti ottenuti sono in grado di fornire al
bambino tutto ciò di cui ha bisogno senza
appesantire il suo metabolismo. Gli sviluppi
recenti sulla formulazione hanno come
obiettivo quello di riprodurre gli effetti
funzionali del latte materno, diversamente
dalle primissime formulazioni, che miravano
ad emularne soltanto la composizione
chimica. Ad esempio, oggi, oltre ai latti
speciali come quelli anti reflusso o gli
idrolisati che permettono un adeguato
intervento nutrizionale in caso di alcune
patologie, esistono latti formulati
contenenti un profilo amminoacidico più
simile a quello del latte materno, oltre che
la giusta composizione di acidi grassi
polinsaturi a lunga catena, importantissimi
per lo sviluppo del sistema nervoso, e a
probiotici e prebiotici, fondamentali per il
mantenimento della flora batterica
intestinale.
L’industria, insomma,
viene sicuramente incontro alle mamme e ai
loro bambini, ma, come abbiamo visto, si
rifà continuamente alla natura e a ciò che
essa, con una magica alchimia, produce,
perpetua e preserva.